Drone in centro abitato: permessi, regole e tempi da mettere in conto
Le riprese aeree in città si possono fare, ma non sempre e non da un giorno all’altro. Cosa dicono le regole, cosa verifico prima di ogni volo e cosa serve da chi commissiona.
Giulio Palumbo SchiavoneFotografo · Operatore drone ENACPubblicatoAggiornatoLettura7 minWhatsAppLinkedIn
- 01In Italia ogni volo segue il regolamento europeo (UE) 2019/947 e il regolamento UAS-IT di ENAC: l’operatore è registrato su D-Flight e assicurato.
- 02Vicino alle persone la categoria «aperta» ha limiti stretti, che dipendono dalla classe del drone: quando il volo li supera servono una dichiarazione o un’autorizzazione, e quindi tempo.
- 03Su D-Flight si controllano le zone geografiche: vicino agli aeroporti e alle aree sensibili il volo può essere vietato o avere condizioni. La verifica va fatta prima di fissare la data.
Indice dell’articolo
Le regole in breve
Dal 31 dicembre 2020 in Italia, come nel resto d’Europa, i droni seguono il regolamento (UE) 2019/947. Le operazioni si dividono in tre categorie, secondo il rischio:
- Aperta (open), a basso rischio, con tre sottocategorie: A1, A2 e A3;
- Specifica (specific), quando si esce dai limiti della categoria aperta;
- Certificata, per le operazioni a rischio più alto.
ENAC, l’autorità italiana, applica il regolamento europeo con il suo regolamento UAS-IT, che rende obbligatoria l’assicurazione per i danni a terzi. La registrazione degli operatori la chiede il regolamento europeo (articolo 14), e in Italia si fa su D-Flight.
Cosa cambia in centro abitato
In città il punto sono le persone. Nella categoria aperta non si sorvolano mai gli assembramenti, e quanto ci si può avvicinare agli altri dipende dalla classe del drone: con un drone di classe C1 si vola nella sottocategoria A1, senza sorvolare di proposito persone estranee al volo; con un C2 e l’attestato A2 si resta ad almeno 30 metri da loro (5 in modalità a bassa velocità); nella A3 si vola lontano dalle persone e ad almeno 150 metri da zone residenziali, commerciali, industriali o ricreative. Per una ripresa vicino a un palazzo in centro, con strade e passanti intorno, la categoria aperta spesso non basta.
Si passa allora alla categoria specifica: l’operazione si valuta caso per caso e si vola con una dichiarazione basata su uno scenario standard o con un’autorizzazione di ENAC. Vuol dire preparare la documentazione, delimitare l’area a terra quando serve e, a volte, aspettare una risposta. Per questo una ripresa in città non si fissa da un giorno all’altro.
D-Flight e zone geografiche
D-Flight è il portale italiano dei droni. Lì l’operatore si registra e ottiene il codice QR da applicare su ogni drone. Sempre lì si consultano le zone geografiche, le aree dove il volo è vietato, limitato o soggetto a condizioni: intorno agli aeroporti, sopra infrastrutture e aree sensibili. A Napoli, per esempio, la vicinanza all’aeroporto di Capodichino riguarda buona parte della città.
Cosa verifico io prima di ogni volo
- la zona su D-Flight, per il punto preciso e per l’altezza che serve;
- se la categoria aperta basta e, quando non basta, quali permessi servono e chi li deve chiedere;
- il punto di decollo e atterraggio, con il permesso di chi ne è responsabile;
- chi ci sarà intorno durante il volo e come tenerlo in sicurezza;
- meteo e vento il giorno prima e la mattina stessa.
Volo per lavoro dal 2017, quando ho ottenuto l’abilitazione ENAC alle operazioni critiche prevista dalle regole di allora, e oggi ho l’attestato A1/A3: le riprese con il drone e i voli FPV li preparo così.
Cosa serve da chi commissiona
- l’indirizzo preciso e cosa vuoi far vedere dall’alto;
- il permesso di decollare dalla proprietà, o da un’area concordata;
- le fasce orarie possibili e se ci saranno persone o lavorazioni in corso;
- un margine sulla data, per le verifiche e per il meteo.
Le regole cambiano: questa guida descrive il quadro di ottobre 2026. Per un caso preciso fanno fede ENAC (enac.gov.it) e D-Flight (d-flight.it).
Domande frequenti
Con un drone sotto i 250 grammi si può volare ovunque?
No. Anche i droni più leggeri rispettano le zone geografiche e, se hanno una fotocamera, l’operatore va registrato su D-Flight.
Quanto tempo serve per le autorizzazioni?
Dipende dalla zona e dal tipo di operazione. Per questo conviene parlarne prima di fissare la data: a volte basta la verifica su D-Flight, a volte serve una dichiarazione o un’autorizzazione.
Si possono riprendere persone durante il volo?
Si vola rispettando le distanze previste dalla categoria dell’operazione. Se nelle immagini si riconoscono persone, vale anche la normativa sulla privacy: ne parliamo prima, insieme al piano di volo.



